Cos’è la tonalità?

cos'è la tonalità in musica

Navigando su Internet, ti sarà capitato sicuramente di imbatterti in tanti brani per chitarra o pianoforte, ma no sei mai riuscito a capire cos’è la tonalità? Scommetto altresì che ti sarà capitato spesso di non aver trovato risposte esaustive a questa domanda, vero? Allora ti voglio dare un consiglio: Comprendi prima cos’è la tonalità di un brano! Così facendo, potrai orientarti e suonare con qualsiasi brano che ti piace con qualsiasi altro strumentista o cantante.

Come dici? Hai già pensato a questa possibilità, ma non hai la più pallida idea di cos’è la tonalità? Allora non ti preoccupare: in questa lezione, infatti, avrò modo di approfondire proprio questa tematica spiegandoti il significato di tonalità.

Se ti ho incuriosito e vuoi saperne di più sull’argomento, devi soltanto metterti bello comodo, prenderti tutto il tempo necessario per concentrarti sulla lettura delle prossime righe e attuare le indicazioni che sto per darti. Puoi star certo che, seguendo passo-passo le mie “dritte musicali”, riuscirai facilmente nel tuo intento. Buona lettura!

Questa lezione è rivolta, principalmente, a coloro che già masticano un pò di teoria musicale, ma ho cercato di renderla fruibile a tutti tramite link e riferimenti essenziali ai termini specifici musicali. Buona Musica!!!

 




 

Elenco Lezioni di chitarra e teoria musicale utili

Questo breve elenco di lezioni che ti potrebbe tornare utile nel caso tu sia ancora alle prime armi con la chitarra.

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Indicazioni di approfondimento

La mia lezione su Come riconoscere la tonalità di una canzone

Argomenti trattati in questa lezione

 




 

Il concetto di tonalità in musica

Ti sei mai chiesto cosa si intende per tonalità di una canzone? Continua a leggere la lezione e scoprirai cos’è la tonalità?

Per tonalità si intende un insieme di suoni in relazione fra loro in modo che viene a determinarsi un centro gravitazionale armonico e melodico sul primo grado della scala chiamato tonica. (consulta la mia lezione su I gradi della scala per approfondire l’argomento).

Le alterazioni (consulta la mia lezione su Diesis e Bemolle per avere più informazioni sulle alterazioni) costanti, che determinano l’armatura di chiave, in tutto il brano sono quelle che determinano la tonalità.

 




 

Possono venire indicate anche all’inizio di ogni rigo musicale come alterazioni in chiave e vengono dette armature di chiave.

Da Wikipedia, per approfondire: Le note della scala, e gli accordi costruiti su di esse, obbediscono a delle leggi che li pongono necessariamente in relazione rispetto alla tonica (tonica è la nota che dà il nome alla tonalità).

Generalmente per stabilire la tonalità di un brano si possono seguire tre semplici indicazioni:

  • il numero di alterazioni subito dopo la chiave musicale (clicca sul link per saperne di più).
  • La prima e l’ultima nota o il primo e l’ultimo accordo del brano in questione, che sono rispettivamente – nella maggioranza dei casi – la tonica o l’accordo di tonica in stato fondamentale. Forniscono dunque un’ulteriore conferma data dall’analisi delle alterazioni d’impianto.
  • Si può infine tener conto della risoluzione della sensibile, ossia della settima nota della scala in uso, che secondo le convenzioni dell’armonia tonale deve risolvere la propria tensione sulla tonica, la prima nota della scala. La sensibile dista mezzo tono dalla tonica nel caso di modo maggiore, mentre è assente nel modo minore a meno che il settimo grado della scala non venga innalzato di un semitono (tramite un’alterazione), raggiungendo così la distanza di un semitono dalla tonica.

La tonalità è scelta liberamente dal compositore del brano, spesso tenendo conto della difficoltà esecutiva o delle caratteristiche peculiari dello strumento e dell’organico di destinazione; si distingue in modo maggiore e modo minore, considerati reciprocamente “relativi”. La tonalità prende il nome dal grado della scala cromatica che assume la massima importanza Do-Do♭_Re-Re♭_Mi-Mi♭_Fa-Fa♭_Sol-Sol♭ .

Modo maggiore e modo minore possono essere applicati a partire da ognuna delle note della scala, generando così 24 tonalità: quando si utilizza (come è la norma nelle composizioni moderne) la scala temperata, che divide l’ottava in 12 semitoni uguali, alcune tonalità hanno gli stessi suoni (altezze) e gli stessi intervalli all’interno della scala, ma assumono nomi differenti sugli stessi gradi (tonalità enarmoniche), com’è ad esempio il caso di Do♯ e Re♭.

All’interno del brano la tonalità può cambiare e questo processo prende il nome di modulazione. I cambi tonali sono normalmente temporanei: così, nella composizione tonale, il trattamento da parte dell’autore dell’allontanamento del brano dal centro tonale e il suo ritorno ad esso costituisce gran parte del carattere del brano.

Ecco il link a Wikipedia per approfondire il concetto di tonalità.(https://it.wikipedia.org/wiki/Tonalit%C3%A0_(musica)#:~:text=Nella%20teoria%20musicale%2C%20la%20tonalit%C3%A0,percepite%20relazioni%2C%20equilibri%20e%20tensioni.)

 




 

Approfondimenti di carattere storico

Se si esamina la scala maggiore di C si noterà che la scala diatonica ottenuta, si può dividere in due tetracordi che contengono un tritono (intervallo di tre toni interi molto dissonante ed instabile) già nella prima sequenza che tende a risolvere melodicamente in C (Do) e non sul F (Fa)

 

la scala maggiore e il doppio tetracordo
Esempio del doppio tetracordo della scala maggiore




 

Inizialmente la musica era solo cantata (si pensi al canto gregoriano) per cui aveva molta importanza la facilità di intonazione degli intervalli della scala e il tritono (Diabolus in musica)contenuto presentava notevoli difficoltà essendo un intervallo armonicamente molto lontano e dissonante.

Allorchè il tratto melodico quindi conteneva il tritono si preferiva spesso nel moto discendente apportare un’alterazione al B (Si, se si pensa alla scala maggiore di C) ottenendo la nota Bb (Si Bemolle) di più facile intonazione e facendo in modo che l’orecchio fosse soddisfatto trovando due punti d’appoggio sul Bb e sul F finale.

La scala così ottenuta risulta formata da due tetracordi uguali sequenzialmente in due toni ed un semitono: dal F al Bb e dal C al F. Da queste note deriva il modo ionico della scala di F (Fa). ma questo è un altro discorso che affronteremo più avanti.

L’avvento degli strumenti polifonici determinò un grande salto nell’evoluzione armonico melodica della musica: nel II secolo a.C infatti venne inventato l’organo idraulico che, potendo suonare più note contemporaneamente, impose l’uso di accordi che potessero accompagnare le melodie cantate.

 




 

 

Come possono essere le tonalità?

Cos’è la tonalità? Come possono essere le tonalità?Si

Tonalità vicine

Nella teoria musicale, le tonalità vicine sono tonalità, maggiori e relative minori, che differiscono per una sola alterazione, ovvero per un diesis o per un bemolle, in più o in meno nell’armatura.

Ciò significa che si avranno cinque “tonalità vicine” a una tonalità data:

  • la relativa minore
  • quella con un’alterazione in più, compresa la relativa minore
  • quella con un’alterazione in meno, compresa la relativa minore

 




Nella scrittura musicale vengono utilizzate per le modulazioni: infatti la triade formata sulla tonica delle tonalità vicine si trova già all’interno della tonalità di partenza e può quindi essere usata come ponte per raggiungere la nuova tonalità. Considerando la tonalità di Do maggiore come quella di partenza, si trova poi La minore (relativa minore di Do maggiore).

Si procede poi con la tonalità avente un’alterazione in meno o in più: dato che Do maggiore non ha alcuna alterazione, aggiungendo un bemolle arriviamo a Fa maggiore; poi si prosegue con Re minore (relativa minore di Fa maggiore). Aggiungendo invece un diesis otteniamo Sol maggiore e Mi minore (relativa minore di Sol maggiore).

Per Sol maggiore avremo invece: Mi minore (relativa minore), Re maggiore (un diesis in più) e Si minore (relativa minore di Re maggiore), Do maggiore (togliendo un diesis) e La minore (relativa minore di Do maggiore).

 




 

 

Tonalità omologhe

Le tonalità omologhe sono tonalità che condividono gli stessi identici suoni dal punto di vista acustico, ma che sono rappresentate graficamente tramite un’armatura in chiave differente dovuta a principi enarmonici; ad esempio, sono tonalità omologhe fa♯ maggiore (6 diesis) e sol♭ maggiore (6 bemolli), si maggiore (5 diesis) e do♭ maggiore (7 bemolli) perché fa♯/sol♭ da una parte e si/do♭ dall’altra sono la stessa nota. L’enarmonia è tuttavia possibile solo nel temperamento equabile, dove la distanza fra i semitoni è sempre uguale; in un temperamento non equabile, come ad esempio quello mesotonico, le coppie fa♯/sol♭ e si/do♭ prima citate rappresentano entrambe due suoni distinti.

Tonalità parallele

Nella teoria musicale, le tonalità parallele sono tonalità che hanno la stessa tonica.

 

 




 

 

Alcune precisazioni sulla tonalità e sui modi

Nella musica tonale quindi l’insieme di suoni utilizzati danno senso di predominanza al primo grado detto di tonica che risulta il primo di questi suoni ordinati in scala. Nella musica modale non vi sono invece le sequenze armoniche caratteristiche che sottolineano questo tipo di priorità, ma è il colore della scala che tende ad essere in evidenza.

 

Siamo giunti al termine della lezione Cos’è la tonalita? Arrivederci alla prossima lezione del corso di Teoria Musicale.

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